Le scatole lei non le rompe: le riempie. E in questo sembra che sia bravissima. Laura Torrisi — che all'appuntamento arriva camuffata con occhialoni Arisa-style — ha appena finito di imballare scatoloni per un trasloco: con il compagno Leonardo Pieraccioni e la loro bambina Martina, di 13 mesi, si trasferisce in una casa più grande, fra i boschi e il verde dei colli fiorentini. Ha fatto tutto da sola, perché lui è pigro e negli ultimi tempi è stato impegnato nella promozione di Finalmente la felicità.
Da sola aveva fatto anche quattro anni fa, quando — un giorno in cui lui era a Roma — ha riempito di tutte le sue cose alcuni scatoloni e se ne è andata senza dire niente: non ce n'era bisogno, erano in crisi e Laura aveva deciso che era giunto il momento di una svolta. Qualche mese fa, qualcuno ha parlato di un'altra separazione. Lei nega, arrabbiata: ricorda che adesso non si tratta più solo della storia fra due adulti e che c'è una bambina di mezzo.
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Quindi, la crisi di questo autunno c'è stata o no?
«Mai e poi mai. C'era stata quattro anni fa».
Com'era andata?
«Il suo senso della responsabilità traballava, non si capiva fino a che punto volesse la storia. E poi le persone che aveva intorno erano tutte convinte che io fossi di passaggio, dicevano: vediamo quanto regge, se come le precedenti o meno... Non era facile».
Per questo se n'è andata?
«In quel periodo non stavo bene, soffrivo di endometriosi, temevo che non avrei mai potuto avere figli. In queste condizioni, avere accanto una persona che non capiva ciò che stavo passando, che non sapeva ancora bene quanto voleva stare con me, mi ha fatto decidere. Quando poi sono stata operata, lui chiamava, ma io l'ho allontanato. Però sentivo che era una decisione in sospeso, non un taglio definitivo. Lui non ha mollato mai, ha continuato a telefonare, e man mano ha iniziato a fare discorsi che sapevano più di uomo».
Quali creme usano Laura Torrisi e le altre star?
Tuttavia, non vi siete sposati, come lei desiderava.
«No, il mio animo sognante l'avrebbe voluto, mentre lui diceva: facciamo prima un figlio, una responsabilità per tutta la vita».
E quando Martina è nata?
«Me l'ha chiesto, ma ho detto di no: ormai la magia è passata, non mi interessa più».
Alla nascita, lui era presente?
«Nella stanza accanto, non l'ho voluto dentro. Ci sono cose che secondo me certi uomini non devono vedere».
Quanto ha cambiato il rapporto la nascita della bambina?
«Se la base è solida, i problemi si superano. E in Leonardo vedo una grande maturazione. Già il fatto che abbia deciso di diventare padre è significativo».

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