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    Selah Sue, dal Belgio ma con il cuore reggae. E non chiamatela la nuova Amy Winehouse

    Selah Sue (Kikapress)È in Italia in questi giorni per promuovere l'uscita del suo ultimo singolo "Crazy Vibes", tratto dal primo album con etichetta internazionale. Il suo nome di battesimo è Sanne ma è conosciuta nel mondo musicale come Selah Sue.

    Solo ventidue anni, originaria del Belgio, Selah è arrivata al successo spontaneamente grazie ai suoi fan in rete, registrando la sua musica su My Space. La prima hit che quest'estate l'ha fatta esplodere come fenomeno per il grande pubblico è "Raggamuffin".

    Ha un talento davvero innegabile, è conosciuta soprattutto dai più giovani, curiosi e attenti alle nuove sonorità e oggi rappresenta una promessa della musica difficile però da racchiudere in un genere solo. Selah Sue esprime un insieme di rock elettrico, hip-hop e soul funk, un mix affascinante d'influenze, espresse da una voce reggae calda e sensuale. Sembra già musicalmente adulta: ha un timbro particolare e ricercato, che oscilla da intense ballate blues a stili folli che accompagnano pezzi elettronici. La giovane 'cantante con la chitarra', come è già stata definita, appartiene dunque a quella nuova generazione per la quale la musica non ha confini.

    La incontriamo a Milano, alla Salumeria della Musica, nella seconda e ultima tappa italiana di promozione del disco - la prima era a Roma -, poco prima di esibirsi con la sua band. Indossa una camicina bianca di seta larga su pantaloni neri attillati; porta l'inconfondibile chignon di capelli biondi un po' scompigliati e cotonati in cima alla testa, che arruffa spesso con un gesto che denota una lieve insicurezza. Ha un viso piccolo, pulito, quasi senza trucco, un po' imbronciato, le mani ancora paffute, da bambina; eppure lo sguardo è diretto, intenso, ingenuamente fiero.

    La sicurezza di sé si esprime anche in un perfetto inglese dal vago accento fiammingo. È abituata Sanne, alla routine delle domande, ma non sembra annoiata: anzi, è professionale, sorridente, padrona di se'. Se però facciamo quattro chiacchere sul suo passato, appare un po' più rilassata. È cresciuta in un paese del Belgio, da una famiglia comune; ci racconta di aver studiato psicologia e di non aver mai pensato di voler fare la cantante, pur se finora eppure la musica è sempre stata una costante nella sua vita.

    Si esibiva nei club nei week end, frequentando la scuola superiore durante la settimana. Registrava in piccoli studi fatti in casa, provava dagli amici, componeva con la chitarra le proprie canzoni e cercava di imparare il più possibile dai suoi miti: Bob Marley, Lauryn Hill, Erykah Badu, Cee-Lo Green, Fugees, Nneka, Musica hip hop e musica elettronica hanno arricchito ulteriormente il suo bagaglio culturale.

    Comporre però era soprattutto una valvola di sfogo, un modo per combattere le depressioni adolescenziali: "Scrivo nei momenti più intensi, quando sono molto depressa, o molto felice", confessa. "Ho bisogno di emozioni estreme per poter scrivere la mia musica".

    L'esperienza con Prince, rivela, è stata davvero incredibile: lo scorso autunno la pop star le ha offerto di aprire il suo concerto ad Anversa. "E' stato soprattutto divertente da morire, ad essere sincera: abbiamo trascorso due giorni sempre insieme, mi ha invitata nel suo back stage, mi ha seguita alle prove, dandomi coraggio e forza, dicendomi che avrei avuto un grande futuro", ricorda, "Si è preso cura di me, sempre senza darmi lezioni o dirmi fai questo o quello" dice con ammirazione e affetto.

    La grande naturalezza e consapevolezza nelle sue capacità le deriva dalla sua famiglia, moderna e intelligente, che l'ha lasciata sempre libera di scegliere di fare le proprie esperienze da sola: "Se vuoi fare musica vai, se non lo vuoi, fermati, l'importante è che tu ti senta felice e appagata": così ricorda con palese affetto e gratitudine i consigli dei suoi genitori. "Non mi sono mai sentita spinta a fare qualcosa, e questo è davvero fantastico".

    Non sembra essere infastidita più di tanto, né troppo eccitata se viene chiamata 'la nuova Amy Winehouse': "Credo sia normale che ti diano un'etichetta, forse perché ho un timbro particolare, una voce nera, come la sua, lei era fantastica, ma io rappresento un panorama più hip hop". "Comunque - aggiunge - non amo molto questo genere di paragoni, perché lei era lei, io sono io con le mie particolarità".

    Sa di essere un modello sia nella musica sia nel look. Eppure dice: "Non è qualcosa su cui mi focalizzo di solito, non esistono curatori d'immagine per me, non sono affatto una fashion victim". Aggiungendo orgogliosamente: "mi vesto soltanto come mi piace".

    Quando le abbiamo chiesto quale fosse il suo 'momento Oh My God!', ride divertita e cita il festival in Belgio come il primo a livello musicale e professionale, il momento più inaspettato e gratificante per la sua carriera. Aggiunge anche l'uscita del primo singolo e, manco a dirlo, il momento in cui ha conosciuto Prince.

    Poi ci sono i momenti Oh My God! della vita privata, e non sono pochi. "Dico Oh My God per un bacio con una persona che non mi sarei mai aspettata" e poi confessa sorridente: "sono due anni che lo dico e spero di andare ancora avanti per molto tempo!!", rivelando senza ombra di dubbio un momento felice della vita sentimentale.

    Continuiamo il giochino e le proponiamo 3 associazioni con le lettere di omg!

    O, OSSESSIONE: risposta quasi scontata, i capelli, "Sono ossessionata dai miei capelli ad essere sincera" ammette, e mostrando il curioso nido che ha in testa, rivela: "Questa cosa la faccio da quando avevo 13 anni: ero insicura della forma del mio viso, che vedevo grande, ed è iniziata così. I questo modo sembrava più picccolo, nascosto, poi ha iniziato a piacermi!". Ora è il suo segno distintivo.

    M, MANIA: dice di non esserne molto fiera ma ammette di essere una vera patita di Facebook, forse, agiunge "è una malattia della nostra generazione".

    G, GELOSIA: "Non cè qualcuno o qualcosa di cui sia veramente gelosa, non è un tratto distintivo della mia personalità".

    In effetti pare molto sicura e senza grandi schiavitù. Rivela di non essere viziata, e anche a noi, a parte un primo impatto in cui la sua bellezza può averci messo un po' in soggezione, pare davvero alla mano e per nulla diva. "Per ora quello che m'interessa è poter continuare a scrivere la mia musica e poterla suonare in giro". Forse è questa semplicità il segreto del suo successo.

    Francesca Gissi

     

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