Scopri Yahoo! con i tuoi amici

Esplora notizie, video e molto altro in base a ciò che i tuoi amici leggono e guardano. Pubblica la tua attività e conserva il pieno controllo.

Per cominciare, prima

ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Interviste

    La svolta sexy di Joe Jonas

    Joe Jonas (Kikapress)Non è più un adolescente, Joe Jonas. I tempi in cui faceva il "bravo ragazzo" con i Jonas Brothers sono già alle spalle. Adesso Joe (22 anni) è cresciuto, è diventato maggiorenne e si trova perfettamente a suo agio nei panni del sex symbol. Messa da parte per il momento l'attività con la boyband, dal 2010 ha cominciato un percorso artistico individuale che lo ha portato a cambiare genere musicale (dal teen pop a un mix di dance, pop, hip hop e house che ricorda il sound di Justin Timberlake) e soprattutto a conquistare nuove fan. L'anello della castità che indossava nel periodo in cui suonava con i suoi fratelli, simbolo della sua promessa di verginità fino al matrimonio, non c'è più già da qualche anno. E la sua fama di rubacuori cresce a vista d'occhio.

    Nel suo "carnet" sono finite attrici e cantanti bellissime (Camilla Belle, Ashley Green, Demi Lovato, Taylor Swift, solo per citarne alcune) e ora che sta girando l'Europa per promuovere il suo primo album solista, 'Fastlife' (uscito in Italia l'11 ottobre), trova ovunque stuoli di giovani ammiratrici che fanno code lunghissime solo per vederlo un secondo o per strappargli un autografo.  Noi lo abbiamo incontrato in un hotel milanese (con tanto di fan adoranti all'esterno) per parlare del nuovo disco e per farci raccontare la sua svolta "da adulto".

    Quanto ha a che fare il titolo dell'album 'Fastlife', vita veloce, con la tua esperienza personale?
    "Da quando è iniziata la mia carriera io e i miei fratelli abbiamo avuto una vita molto frenetica. La vita veloce del titolo si riferisce ai continui spostamenti in giro per il mondo. Abbiamo viaggiato tra tante città e tanti Paesi del pianeta. È stato un flusso costante di esperienze. La cosa più bella è che ogni giorno incontro nuove persone".

    I Jonas Brothers sono ancora "vivi" artisticamente?
    " Sì, certo. Solo che ci siamo presi una pausa e abbiamo preferito dedicarci ai nostri progetti individuali. Faremo così per due-tre anni e poi torneremo insieme: allora scopriremo se le nostre fan saranno ancora affezionate a noi come band. L'anno scorso è stato mio fratello Nick a fare un progetto personale. E ora tocca a me: ho puntato su un tipo di musica totalmente mia. E ho intenzione di tornare a breve in Italia, a Milano, per un concerto da solista".

    Il sound del nuovo album è molto diverso da quello dei Jonas Brothers. Ti sentivi limitato nel comporre musica insieme ai tuoi fratelli?
    "Non mi sono mai sentito limitato. Solo che in un gruppo devono mescolarsi individualità e ispirazioni diverse. Noi tre abbiamo identità differenti e dobbiamo farle confluire in un unico progetto. Il disco da solista è una sfida ancora più grande perché posso esprimere a pieno la mia individualità musicale".

    Il disco mette insieme pop, dance, hip-hop, house e techno, con sonorità che ricordano quelle di Justin Timberlake. Si è ispirato a lui?
    "In effetti, il sound dell'album è moderno, molto da 'night club', e ci sono delle somiglianze con la sua musica. Ma non mi sono ispirato a lui anche se lo ammiro moltissimo. Le mie influenze musicali sono più variegate. Per esempio, un artista da cui prendo spunto è Kanye West. E mi piacerebbe poter collaborare con lui e anche con musicisti che fanno generi diversi per poter migliorare ancora nel songwriting, nella composizione musicale".

    Finché si è in una boyband le fan giovanissime sono molto numerose. Ma spesso capita che, quando crescono, non seguono più i loro idoli. Ha mai pensato che questo potrebbe accadere anche a lei?
    "So che c'è questo rischio. Il fenomeno delle fan che urlano è molto legato all'età. E proprio per questo ho provato a fare un suono più 'adulto': un modo per crescere insieme a loro, anche musicalmente. Per il momento, comunque, le fan sono ancora calorose come al periodo dei Jonas Brothers (mentre facciamo l'intervista, fuori dall'albergo milanese in cui abbiamo incontrato Joe c'è una folla di ragazzine in attesa di vederlo almeno per un secondo, ndr). È  grazie a loro che ho l'opportunità di fare la cosa che mi piace di più al mondo: creare musica".

    Nel video di uno dei due singoli che anticipano l'album, 'Just in love', lei è il protagonista di alcune scene piuttosto sexy. Come si è trovato in questo nuovo ruolo?
    "Io molto bene. L'unica a sentirsi in imbarazzo quando le ha viste è stata mia madre (ride, ndr). La scelta di ambientare il video a Parigi e di inserire le scene sensuali è stata fatta insieme al regista per valorizzare il contenuto della canzone. Recitare, poi, mi piace. Userò questo videoclip come saggio delle mie capacità da attore e lo manderò ai registi".

    Joe Jonas è pronto quindi a fare l'ingresso definitivo nel mondo del cinema?
    "Come è noto, io ho già recitato in varie serie Tv tra cui 'Jonas', dedicata all'esperienza dei Jonas Brothers. Per l'anno prossimo ho in programma un film vero e proprio. Se potessi scegliere la carriera, mi piacerebbe fare entrambe le cose: cantare e recitare. Ma senza mai mettere in secondo piano la mia vera passione, che è la musica".

    Che fine ha fatto l'anello della castità che indossava ai tempi dei Jonas Brothers?
    "Bè, è già un bel po' di tempo che sia che i miei fratelli non lo portiamo più. Quella era una scelta del passato. Ora sono cresciuto. Il tempo passa, le cose cambiano…

    Quanto incidono sulla sua musica le relazioni che ha con le donne? E soprattutto, in questo momento è innamorato?
    "In genere, scrivere musica quando si vive una relazione sentimentale con una persona è un'esperienza sublime. Attingere alle proprie esperienze personali per comporre rende il lavoro ancora più bello. Se sono innamorato al momento? No, adesso non c'è nessuna che mi fa battere il cuore".

    L'anno scorso avete suonato alla Casa Bianca davanti al presidente Obama e a Paul McCartney. Com'è stato?
    "Un'emozione indescrivibile. Eravamo tesissimi: non è facile cantare una canzone dei Beatles ('Drive My Car', ndr) davanti a Paul McCartney e al presidente degli Stati Uniti! E' stato uno dei momenti più belli della nostra carriera".

    Quali sono stati gli altri?
    "Due in particolare. Insieme ai miei fratelli, quando abbiamo suonato a Città del Messico davanti a 90mila persone: tutti cantavano le nostre canzoni, una cosa fantastica. Personalmente, invece, ricordo con molto affetto il momento in cui ho incontrato Bono degli U2: la conversazione con lui mi ha insegnato tanto".

     

    Al momento non sono disponibili commenti